|
Quasi 20 anni fa mentre percorrevo la Via degli Dei per la seconda (e non ultima) volta, il sentiero lungo 130Km che collega Bologna a Firenze attraverso l'Appennino, presso il monastero di monte Senario incontrai un sacerdote. Quando gli dissi che venivo a piedi da solo da Bologna mi rivolse questa frase: "Tu sei un pellegrino in cerca dell'assoluto". All'epoca la Via degli Dei la conoscevano in pochi, non c'era quel turismo di massa che c'è oggi, erano in pochi a percorrerla e praticamente nessuno lo faceva in solitaria. Così il sacerdote fu colpito dal mio vagare solitario e comprese la motivazione originaria che mi aveva spinto in quell'avventura. La ricerca dell'assoluto. Per lui sicuramente l'assoluto aveva il nome di Dio ma per discrezione scelse la parola "assoluto". Oggi mi è tornata alla mente quella frase e come un lampo ho compreso che quel sacerdote aveva proprio ragione, senza conoscermi aveva capito cosa mi stava guidando e cosa mi avrebbe guidato negli anni successivi fino ad ora: la ricerca di Dio. La parola "assoluto" etimologicamente significa "ciò che non è legato" , "ciò che è libero" , "ciò che è prosciolto da vincoli". La ricerca dell'Assoluto, la ricerca di Dio è la ricerca della Libertà. La ricerca della dimensione eterna dove i limiti di tempo e spazio non esistono. L'Assoluto col tempo poi l'ho incontrato, mi ha sfiorato, mi ha ispirato, si è fatto prossimo in vari modi ma soprattutto in precisi luoghi. I luoghi che io definisco "luoghi dell'assoluto". Assoluto è anche sinonimo di silenzio, perché l'assenza di limiti è sinonimo di assenza di confini, di assenza di fine, di non de-finizione, di assenza di nome. L'assoluto è nel silenzio, non ha nome, non ha de-finizione, è indefinito. I luoghi dell'assoluto sono quindi i luoghi del silenzio e ora che mi guardo alle spalle confermo che è proprio così. Laddove il silenzio si manifesta ecco che l'assoluto inizia a parlare. Sono qui a scrivere dopo aver trascorso altri giorni in un luogo del silenzio a contatto con l'assoluto, un luogo sacro che insieme a tutti gli altri luoghi dell'assoluto che ho abitato, compone una costellazione ormai molto ampia. Osservo ora la costellazione dei luoghi dell'assoluto che ho abitato e solo ora mi accorgo di quanto fu profetica e precisa quella frase del sacerdote di Monte Senario. E solo ora che ho compreso, posso ringraziarlo.
0 Commenti
Di Luca Bacchi Anche nella tradizione cristiana esistono le pratiche di purificazione dai moti della mente proprio come nella tradizione indiana e buddhista. L'obiettivo rimane sempre il medesimo ma nominato in modi differenti. Per la meditazione buddhista il non-attaccamento alle centomila forme conduce alla liberazione e il primo attaccamento è proprio il pensare ad esse. Nella tradizione cristiana si cerca la medesima liberazione ma essa viene chiamata ricerca di Dio. Il trattato pratico di Evagrio Pontico (Monaco eremita padre del deserto nato nel 345 D.C) descrive un "metodo" per purificare l'anima, per renderla libera e pura da ogni attaccamento che non sia Dio. In esso si parla di un lavoro di purificazione del cuore affinché esso trovi la sua primitiva bellezza, salute e salvezza. Si può dire che sia un trattato terapeutico che conduce l'essere umano a conoscere sè stresso, la sua vera natura, di essere "a immagine e somiglianza di Dio". Tale percorso di purificazione diviene una via di guarigione non solo spirituale ma anche psico-fisica. La tradizione monastica infatti considera la condizione dell'essere umano medio, una condizione patologica e pertanto egli necessita di una purificazione, una conversione, un cambio di strada volontario che lo riconduca alla sua essenza originaria perduta, una essenza di bellezza, purezza, salute e salvezza. La pratica consiste in una vera e propria analisi e scansione dei moti che si muovono al nostro interno come pensieri, pulsioni, passioni che ci disperdono e ci agitano e allontanano dal nostro centro che è Dio. Un' attenta analisi di quei moti che "separano" (diaballo) e spezzano la nostra unità in Dio. Particolare attenzione in questa pratica è rivolta ai "logismoi" che possiamo tradurre con "pensieri" i quali vanno analizzati e combattuti con grande tenacia. Tali "logismoi" verranno nominati diversamente in futuro nella tradizione cristiana con termini come "demoni" o "diabolis" proprio perchè essi portano l'essere umano ad allontanarsi da Dio. Sono essi che di fatto si oppongono all'unità dell'essere umano. In questo lavoro l'essere umano si pone in posizione di custode del proprio cuore, o in altri termini, si pone come osservatore di se stesso e da tale posizione "discerne" ciò che in se stesso nasce per separarlo da Dio e quindi non seguire tale moto, non dare ad esso energia, lasciarlo passare. Qui, le corrispondenze con la pratica meditativa indiana e buddhista sono sconcertanti. Evagrio poi, distingue, descrive e nomina otto tipologie di "logismoi" che ci portano alla separazione da Dio. Lui li definisce "sintomi di malattia dello spirito o malattia dell'essere". Tali sintomi avranno all'interno della tradizione una lunga storia fino ad essere nominati, con alcune piccole differenze, i sette peccati/vizi capitali. Si noti come la terminologia "paccati capitali" sia molto più cruda e violenta rispetto alla terminologia usata da Evagrio "sintomi di malattia dello spirito". Una terminologia che nel tempo si è indurita ma che in sostanza descrive esattamente gli stessi moti. La parola "peccato" infatti significa "sbagliare il bersaglio" ovvero un'azione di non corrispondenza con il bersaglio ma separazione da esso ed è proprio questo che in noi accade quando i pensieri ci conducono lontano dal nostro centro/bersaglio che è Dio e disperdono tutto il nostro essere rendendoci vulnerabili, fragili, confusi. "Sintomi di malattia spirituale" che col passare del tempo nel linguaggio diventano "vizi capitali". Il moralismo infatti farà dimenticare a poco a poco il carattere "terapeutico" della pratica di osservazione e discernimento dei moti che si muovono nell'essere umano. La pratica tramandata da Evagrio Pontico, in estrema sostanza è una vera e propria "pratica di psicanalisi" nel senso letterale del termine ovvero di analisi della propria anima (psiche).
Di Luca Bacchi A- Cosa ti piace fare? L- Dormire, mangiare, prendere l'acqua alla fonte, fare la legna, accendere il fuoco, cucinare, respirare, camminare, sudare, osservare, ascoltare A- Perché? L- Perché sono cose che hanno un senso Ciò che accomuna tutte le infinite forme è il fatto che esse esistono
Il loro esistere è il foglio bianco su cui le infinite forme differenti sono disegnate. Quel foglio bianco è l'unica verità accessibile Perché ci sia quel foglio, è un mistero ma quel foglio è la cosa più vera. Le infinite forme possono modificarsi, colorarsi, svanire cancellate dalla gomma ma il foglio no, quello rimane. La sua estrema semplicità è l'esperienza più vera a cui un essere umano possa accedere Il fatto di esistere. Quella Verità è il primo atto creativo di Dio su cui poi poggia tutta la variopinta creazione. In quella Verità siamo ad un passo da Dio Li, noi siamo all'origine di tutto ciò che esiste. Ecco perché "È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio sono " Perchè il ricco vive nelle infinite forme disperso mentre il povero vive a ridosso del foglio, in prossimità dell'essere, in prossimità del Vero a un passo da Dio Di Luca Bacchi Oggi sono uscito di casa molto presto e sono andato in paese a piedi a fare delle commissioni. Sono uscito di casa pensando ad un mio desiderio, un desiderio del cuore, un sogno che mi accende di gioia ogni volta che ci penso. Camminando pensavo a quel sogno e nella mia mente e nel mio cuore prendeva forma sempre più chiara e dettagliata.... poi... in un armadietto di bookcrossing piazzato in un luogo assurdo a ridosso del bosco, afferro un libro che mi colpisce per il titolo: "La musica del silenzio", apro la prima pagina e leggo: Stupefatto per il messaggio ricevuto dall'Universo, un messaggio di clamoroso incoraggiamento a realizzare i desideri che ho nel cuore, stupefatto per la tempestività con cui è arrivato e per il modo in cui Dio ha deciso di mandarmi dei segnali per indicarmi che sono sulla strada giusta, continuo a camminare verso il paese e dopo soli 500 metri il mio sguardo viene colpito da un foglietto bianco, piegato e bagnato, appoggiato in terra. Mi chino, lo raccolgo, lo apro e leggo: Rimango di stucco. Non posso credere che i messaggi che Dio mi manda sia così chiari ed espliciti, inequivocabili, finalmente! Nelle mie preghiere sono anni che chiedo a Dio di parlarmi in maniera chiara perché fino ad ora i suoi messaggi sono sempre arrivati in modi incomprensibili, criptico, simbolico e io sentivo il bisogno di maggiore chiarezza.... beh... mi ha esaudito. Leggendo quell'ultimo messaggio mi è tornata alla mente come un lampo la promessa che feci a mia madre quando nel 2006 morì: le promisi che avrei smesso di lamentarmi e che avrei fatto di tutto per vivere la vita al meglio, con gioia, cercando la felicità in ogni istante, le promisi che avrei vissuto con pienezza senza sprecare nemmeno un'istante. Una promessa che in questi ultimi 20 anni avevo dimenticato.... Oggi Dio mi ha parlato, mi ha detto di seguire la voce che ho nel cuore perché quella è la Sua voce e che la via del cuore è la via per vivere la vita al meglio proprio come avevo promesso a mia madre ormai 20 anni fa. Grazie, grazie, grazie, gratitudine immensa.
Di Luca Bacchi Dio è l' IO SONO, l' IO SONO è l'essere consapevole, l' IO SONO è l'esistente che sa di esistere. L'unione con Dio avviene quando viviamo nell' IO SONO, vivere nell' IO SONO significa identificarsi con l' osservatore originario in noi e da li compiere ogni azione. Azione consapevole Azione saputa Azione compiuta da Dio. Note: Tutte le pratiche di "presenza" e "consapevolezza" hanno come obiettivo quello di permettere la nostra identificazione con l'IO SONO, quindi ritrovare la comunione con Dio dentro di Dio e vivere ogni istante in Lui. Anche Gurdjieff insegnava queste pratiche sotto il nome di "ricordo di sé".
Luca Bacchi Qui, incontrare una persona che soffre è cosa rara
non perché non ci sia sofferenza nel mondo ma perché l'essere umano la nasconde, non vuole mostrarla. Mostrare la propria debolezza attira altra sofferenza la sofferenza di sentirsi nuovamente giudicati giudicati perché deboli. Dolore che si somma a dolore e diventa insopportabile. Sul cuore così si forma una pietra che blocca definitivamente lo scorrere della vita e ci ritroviamo chiusi in un sepolcro che "già manda cattivo odore". Percepire il dolore altrui è un dono è come saper vedere ciò che è invisibile agli occhi, percepire con altri sensi quell'odore di vita bloccata e non rimanere indifferenti. Avvicinarsi, spostare la pietra e aprire il sepolcro e vedere quel cuore che torna a respirare la vita. Di Luca Bacchi Il 23 gennaio 2025, allo scoccare del mio 46esimo compleanno, uscirà: ESSERE PORTA - SCRITTI E POESIE SULLA SOGLIA il mio nuovo libro. Sarà disponibile nella versione flessibile a 12 euro o nella versione rigida a 18 euro. Si tratta di un racconto intimo, un diario, relativo ad un mio soggiorno nelle Foreste Sacre Casentinesi, il luogo che rappresenta per me la porta tra due mondi, tra il mondo ordinario e quello eterno e divino. Il Casentino è a mio avviso il quarto chakra dell’Italia, il chakra del cuore, e ogni volta che la mia sete di “acqua viva” per l’anima si fa urgente, un Vento mi riporta sempre li. Il testo è arricchito da brevi scritti in forma poetica perché la poesia è lo strumento più efficace per comunicare immagini e suggestioni intime e al limite del reale. Il testo si potrà acquistare su Amazon ma ovviamente per ottenere maggiori profitti, se possibile, invito tutti a ordinarlo direttamente a me e provvederò io in persona a consegnarvelo (nel caso abitiate in provincia di Bologna). "La casa non è necessariamente un luogo in cui tornare ma è soprattutto una condizione interiore" Per prenotare la vostra copia potete contattarmi sui seguenti canali:
Telefono: 3274542476 Whatsapp: 3274542476 Mail: [email protected] Facebook: https://www.facebook.com/LucaBacchi.NellaBaita/ Di Luca Bacchi "Dio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità” (Giovanni 4:24) 1- Non oggettivarlo perché lo perderesti facendone materia, ne faresti una creatura
2- Apriti a Lui che non è "qualcosa" . 3- Devi rimanere aperto a ciò che non è "qualcosa", non è un ente, un oggetto, un idea, una virtù, una creatura. 4- Sai dialogare con il nulla di questo mondo, con il non-creato? 5- Lo si fa in silenzio 6- Apriti al nulla di questo mondo e ascolta 7- Non fare nulla ma semplicemente apriti 8- Aprirsi e ascoltare sono la stessa cosa 9- La vera apertura è un abbandono 10- La preghiera più efficace consiste nell' aprirsi a ciò che non è di questo mondo creato, con una fede e un' accoglienza assolute; completamente donarsi in un atto di abbandono totale. Di Luca Bacchi Adorate Dio e non le sue creature
Dio non è creatura ma creatore, non farne una creatura Dio è spirito e lo si può adorare solo in spirito Oggettivare Dio significa perderlo Dio è creatore quindi inafferrabile perché se lo afferri ne hai fatto una creatura, ovvero non più Lui Quando afferri Dio Egli non è più Dio Il creatore è per definizione colui che crea, quindi non può essere nessun ente creato Prova ad afferrarlo! Non è possibile, egli è sempre un passo a monte, è sempre prima dell'ultima presa So dell'origine! Ma chi sà che io so dell'origine? Eccolo che ti sfugge ancora una volta Egli si pone sempre come Primo, perché Egli è origine di tutto ciò che esiste Origine sempre originaria, mai originata Questo inno è frutto di una mia libera interpretazione di alcuni versi del salmo 103 Anima mia
volgi il tuo sguardo al Grande Spirito che tutto sostiene e canta inni di lode, perché Egli è avvolto di luce come di un manto Egli è la tenda del cielo, dimora nelle acque, corre sulle nuvole e cammina sulle ali del vento. I venti sono i suoi messaggeri e le fiamme suoi ministri, Sostiene tutto mai potrà vacillare. Canta le Sue lodi anima mia! Sciogli la durezza del mio cuore! Gioisci della Sua gloria! Egli è l' acqua che irriga i monti, è il fieno per gli animali, è il frutto della terra il vino che allieta il cuore, l'olio che fa brillare il volto, il pane che sostiene il corpo. Egli è nelle radici degli ulivi, nelle chiome dei cedri, nei nidi degli uccelli, nel volo delle cicogne. E' nelle rocce in cui i camosci si rifugiano, nella luna che segna le stagioni, nella notte che protegge gli animali selvatici, nel sorgere del sole che conduce l'uomo al suo lavoro. Egli è il mare, il guizzo dei delfini, l'abisso profondo in cui dimora la balena. Egli è il respiro che mantiene in vita ogni essere, Egli si ritrae e la vita svanisce. Gioisci anima mia, di tutte queste opere alle quali puoi assistere! Gioisci anima mia, di tutta questa grazia nella quale puoi esistere! Gioisci anima mia, per la meraviglia a cui sei chiamata a partecipare! Canta la Sua lode anima mia, inni di lode rivolgi al Grande Spirito che tutto sostiene! Di Luca Bacchi 1- Chi soffre? Chi sta male? Chi è arrabbiato? Chi è a disagio? Chi è commosso?
2- C’è un IO condizionato dalle sensazioni, dalle emozioni e dai pensieri che il corpo in cui risiede, manifesta. Queste manifestazioni fisiche, emotive e mentali sono da esso giudicate positive o negative, benefiche o dannose, piacevoli o insopportabili. 3- Tu non sei questo IO in balia delle sue percezioni e dei suoi giudizi, tu sei colui che lo osserva. 4- Vedi come esso reagisce sempre allo stesso modo? Vedi come le sue non siano azioni libere ma solo reazioni meccaniche sempre uguali? Vedi questo IO quanto sia in balia delle forze che lo attraversano e come non abbia la minima capacità di gestione di sé? 5- Tu non sei quello, tu sei l’osservatore distaccato che osserva tutto ciò. Sei un IO superiore a quel IO più piccolo. Superiore in quanto sei posto sopra ad esso, lo osservi da un luogo sopraelevato. 6- Quando ti accorgi di essere un IO superiore, avviene la tua disidentificazione dal piccolo IO e quindi puoi iniziare a controllarlo, a gestirlo, a rassicurarlo, a portarlo ad acquietarsi come fa un genitore col suo bambini. Ora, le sue reazioni primarie ai fatti della vita saranno ancora le stesse, ma tu potrai controllarne gli sviluppi e le azioni secondari e orientarlo verso un’armonia benefica, una riappacificazione. 7- E tu che osservai questo IO piccolo, dove risiedi? Che esperienza sei? Sei un “sentire”? Sei un “sapere”? Hai determinati attributi? Hai una posizione nello spazio? 8- Cerca di trovarti e di conoscerti. Ti sei trovato? Ti sei conosciuto? Cosa puoi dire di te? 9- Questa esperienza che tu sei, di osservatore che osserva un IO più piccolo, cosa dice di sé? Dice “eccomi”? Dice “Io sono” ? E’ prima del corpo, è prima della mente, è prima di tutte le cose del mondo, è un IO prima ancora di ogni identificazione? 10- Vai oltre, sali arretrando, vai dentro, entra in un luogo più vasto, espanditi, supera anche questo piano, supera anche il piano dell’ “Io sono” , cosa rimane, cosa rimane di te? 11- Solo coscienza, non localizzata, che è essa stessa tutto ciò che esiste Di Luca Bacchi Info e contatti: 3274542476 - [email protected] La piramide 369 è una matrice (utero) di energia creativa, che favorisce la venuta al mondo del nostro intento del cuore. L'intento può essere focalizzato tramite una foto, una lettera, un' oggetto da inserire all'interno della piramide.
Costruita interamente sulla numerologia sacra della creazione 369 in materiale metallico conduttore. Dall' 1 al 3. E' così che Dio, eterno ed infinito, entra nella dimensione temporale e finita. Questa "emanazione di Dio" è di fatto la creazione, ovvero il mondo, l'universo, tutto ciò che esiste. Dall' 1 al 3 è il primo passo di Dio, l'atto creativo, il "mattone" del creato che rimane presente nell'essenza in ogni creatura. Dio emana se stesso nel tempo e nello spazio e diventa 3. Tutti i passi successivi della creazione sono multipli di quel primo passo. La sequenza 369 è il dispiegarsi della creazione. Questa piramide costruita interamente su questa numerologia Sacra è una vera e propria culla in cui i nostri intenti vengono nutriti, cresciuti e infine partoriti. La matrice divina, L'utero della creazione. La metafora dell'utero è confermata dal numero 9, il numero dei mesi di gravidanza necessari affinché la Madre partorisca nuova vita. Poniamo la nostra intenzione (seme) all'interno dell'utero e con amore attendiamo che venga all'esistenza. Come utilizzare la piramide: - Creiamo uno spazio Sacro, una cerimonia intima, con candele, immagini sacre, incensi - In uno stato meditativo, con la mente calma, focalizziamo chiaramente il nostro intento del cuore. Dovrà essere un desiderio dell'anima e non un desiderio egoistico. - Inseriamo all'interno della piramide un simbolo, ovvero un oggetto che contenga l'informazione seme - Affidiamo il nostro seme all'utero materno della creazione - Per 9 giorni, 6 volte al giorno, per 3 volte rinnoveremo in cuor nostro l' intento (anche a distanza possiamo connetterci con la piramide e mandare amore alla nostra creatura che sta per nascere) Note: La piramide è costruita da me, a mano. I triangoli di metallo color argento che si vedono in foto sono degli amplificatori. Non sono quindi indispensabili ma possono favorire la creazione. I numeri nella piramide. Alcuni esempi: Ogni piccolo triangolo ha lato 9cm. Il perimetro di ogni piccolo triangolo è 27cm (7+2= 9). I piccoli triangoli presenti su ogni faccia della piramide sono 9 e in totale su tutta la piramide ve ne sono 36 (3+6=9). La base della piramide è un triangolo equilatero di lato 18cm (1+8=9). In ogni lato della piramide è presente un' esagono (6). Perché nel rito antico il sacerdote dava le spalle ai fedeli?
La questione è energetica e quando si parla di energia l'orientamento è fondamentale. Il sacerdote infatti non si poneva come "attore", ma come fedele tra i fedeli, quindi orientato come tutti gli altri verso Cristo. Chi pratica consapevolmente rituali sacri sa bene che l'orientamento è fondamentale. La parola "orientarsi" significa "volgersi verso oriente" ovvero verso il sole nascente, l'est. Tutte le chiese "ben costruite" sono orientate ad est, ovvero l'altare è posto ad est e l'ingresso ad ovest perché il fedele entrando in chiesa si "orienta" verso il sole nascente che per i cristiani è Cristo. Oltretutto per noi Italiani, l'orientamento ad est è un reale orientamento in direzione della TerraSanta che si trova ad est dell'Italia. Nel rito liturgico prima della riforma, tutta l'assemblea, sacerdote compreso, era rivolta a Cristo. Questo semplice e apparentemente banale dettaglio crea un corpo unico, compatto e più ricettivo, non spezzando l'assemblea in due parti. Perché la messa è "culto" ovvero, una relazione "curata" con Dio. Il rituale per essere sacro (divenire sacramento) ha bisogno di essere curato nelle sue tre parti essenziali: MATERIA, FORMA, e INTENZIONE Il sacerdote che ora, nel rito moderno, si rivolge verso i fedeli, SPEZZA, la forma del rito sacro. Ne spezza il fondamentale allineamento necessario per la ricezione ottimale dell'energia del sole nascente a danno della sacralità dell'intera cerimonia. Spezzare l'allineamento fedeli/sacerdote, energeticamente, è come tagliare il filo conduttore che unisce un punto ad energia potenziale elevata ad un altro punto ad energia potenziale inferiore. Chi è sensibile e percepisce l'energia sa benissimo quanto sia più "debole" l'atmosfera di una messa con il rito moderno rispetto a quella di un rito antico orientato nel modo corretto e recitato in latino. La differenza di irraggiamento sull'assemblea è sostanziale. E' per questo che la messa oggi è diventata un banale evento mondano di incontro tra fedeli e quindi come tutte le cose mondane, col tempo, ha perso ogni attrattiva. Le messe sono deserte perché sono state svuotate da tutti quei dettagli essenziali che le rendevano cerimonie percepibilmente sacre. La gente cerca il sacro! Ha desiderio di atmosfere sacre! Ama il contatto "realmente percepito" con le dimensioni "superiori". Se questa connessione con il sacro non viene offerta dalla chiesa, le persone la cercheranno altrove, in altre religioni o nelle loro case. Tanti sono quelli che si stanno costruendo "luoghi sacri" in casa, proprio perché fuori di casa non ce ne sono più. Quelli che c'erano sono diventati luoghi di aggregazione tra uomo e uomo e non più tra uomo e Dio. Tanti hanno in casa un' altare rivolto ad est, un cero sacro, un incenso, e un libro di preghiere e percepiscono un maggior contatto con Dio nelle loro case piuttosto che nelle attuali chiese. Di Luca Bacchi Padre, tu sei nel mio cuore Il mio cuore è tuo figlio Gesù tu vieni a me per mezzo di Gesù In Gesù io ricevo i tuoi doni guarigione, forza, salvezza, amore di Padre Tutto ciò io lo ricevo attraverso Gesù, che è il mio cuore aperto alla Tua volontà In Gesù "Tu mi dai sempre ascolto" Amen GIOVANNI 11,42 "Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato"
Senza un lavoro andrò avanti grazie alla provvidenza. Piccoli lavoretti saltuari, sempre diversi, un pò di artigianato, il mio orto e l'aiuto di qualche buon' anima; avrò tutto il necessario per vivere degnamente io e la mia famiglia.
Troverò una casetta in sasso sull'appennino, con un pò di terra intorno, il bosco e una sorgente di acqua nei pressi. Mi scalderò con la legna del bosco, laverò i miei panni a mano e cucinerò con la stufa a legna. Mi sposterò prevalentemente a piedi o con i mezzi pubblici e userò la mia auto solo per le emergenze. In Principio era il Verbo il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio (Gv 1,1) Cosa si intende con la parola "Verbo"? "Verbo" significa proprio "parola". Giovanni ci dice che il principio era questa parola e che questa parola era presso Dio e che questa parola era Dio. Qual' era questa parola? Questa parola era "ESSERE". Solo Dio può pronunciare la parola "essere" riferita a se stesso. Dio è tutto ciò che esiste, di conseguenza Dio è la coscienza del tutto che egli stesso è, come ci confermano le scritture in (esodo 3,14) "io sono colui che sono". Cosa si intende con "il Verbo si fece carne" ? Significa che la coscienza dell'essere, si incarnò nell'uomo. Questa facoltà, che prima era solo presso Dio, entrò nell'uomo. Ecco perché Gesù viene detto "il Verbo di Dio". Perché Gesù nei Vangeli dice di se stesso "IO SONO" ? "IO SONO" è proprio l'autocoscienza dell'essere. Sulla base di questa premessa fondamentale posso ora spiegare come opera la guarigione cristiana. L' "IO SONO" è l'autocoscienza dell'essere, ovvero l'essere che sa di sé. Tale autocoscienza è Dio, Dio che sa di tutto l'esistente che Egli stesso è. Se l'uomo ha in sé questa facoltà, allora è una cosa sola con Dio. Figlio del Padre, una cosa sola col Padre. Come si manifesta nell'uomo l'incarnazione del verbo? Incarnando l'IO SONO. Incarnare l'IO SONO significa sapere e sentire la totalità dell'essere. Vivere identificati in un IO spirituale, che è Dio, consapevole della totalità dell'essere che egli stesso è. Un uomo che incarna il Verbo (Gesù), acquista i poteri di cui Gesù ci parla: "E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio" (Gv 14,13) Cosa significa "chiedere nel mio nome"? Significa chiedere in uno stato di identificazione con l'IO spirituale auto-cosciente dell'essere che egli stesso è. Quindi, se io sono l'essere e ne sono cosciente, la mia manifestazione coinciderà esattamente con le mie necessità. L'atto stesso di chiedere realizza ciò che chiedo. Così avvengono i miracoli. Chiedendo mentre siamo una cosa sola col Padre. Così avvengono le guarigioni. E' un allineamento interiore con la coscienza divina. Tutto è possibile. INFO TRATTAMENTI E COLLOQUI INDIVIDUALI: Luca 3274542476 Di Luca Bacchi “Ispirazioni” è il titolo di una collana poetica nata dal personale desiderio di condividere il mio mondo interiore: intuizioni e riflessioni ricevute come ispirazione nel mio intimo, con la speranza di portare un pò di giovamento e conforto ad altre anime che come me percorrono il cammino di ritorno all’Uno. Non siamo soli, fisicamente separati, ma spiritualmente uno al fianco dell’altro. Clicca sull'immagine per scaricare il pdf Questo primo numero è frutto delle ispirazioni giunte durante i miei soggiorni al monastero di Camaldoli e al Sacro Eremo tra novembre e dicembre 2022
Di Luca Bacchi Ho bisogno di un nemico
per guarire Ho bisogno di un nemico per sentirmi forte Ho bisogno di un nemico per capire chi sono Ho bisogno di un nemico per diventare umile Ho bisogno di un nemico per imparare l'essenziale Ho bisogno di un nemico per assaggiare l'amaro dell'odio Ho bisogno di un nemico per scendere nel dolore Ho bisogno di un nemico per conoscere la paura Ho bisogno di un nemico per vedere la mia fiamma Ho bisogno di un nemico per espellere il veleno Ho bisogno di un nemico per capire la mia condizione Ho bisogno di un nemico Che mi aiuti Ho bisogno di un nemico che mi liberi Ho bisogno di un nemico Di Luca Bacchi Pensi la stessa cosa che penso io
Quel pensiero ci ha posseduti entrambi. Siamo antenne Captiamo ciò che arriva da altri mondi poi lo pensiamo poi lo nominiamo infine lo agiamo, In pratica lo portiamo all' esistenza. Non ti senti uno strumento? La nostra funzione è quella di prendere le cose che ancora non esistono e portarle nell'esistenza Le afferriamo quando ancora non esistono! Capisci? "Creato" significa "fatto dal nulla" Il creatore è colui che porta le cose all' esistenza Quindi siamo creatori Ogni volta che il nostro IO è trasparente e non blocca questo processo che ci attraversa, siamo creatori Il senso della vita è questo Lo senti il brivido del nuovo? Delle nuove intuizioni? Il brivido che ti attraversa quando metti al mondo ciò che ancora non esiste? Lo senti lo Spirito che attraversandoti crea, attraverso di te, con te, rinnova il mondo? Rimani aperto e attento alla voce dello Spirito! Di Luca Bacchi Lo senti questo vuoto?
Perché senti questo vuoto? Vuoto di cosa? Assenza di cosa? Cosa dovrebbe esserci al suo posto? Questo vuoto dai colori scuri Questo vuoto dalle sembianze cattive E' lo spazio in cui giungerà il nuovo E' bello quando il nuovo arriva Il nuovo richiede spazio Il nuovo richiede il vuoto Richiede questa fase di spaesamento Di distacco da te, da ciò che eri, da ciò che sei Impara ad amare questo vuoto Lascialo così, nero Un nero che è una porta Da cui nascerà tuo figlio Il varco attraverso cui Si rinnoverà il mondo Di Luca Bacchi L- A volte mi sento disincarnato. Come si alimenta il desiderio delle "cose del mondo" ? Come si annaffia il desiderio verso le cose terrene? Sono vivo, qui ora, in carne e ossa e ho delle necessità anche materiali.
S- Si certo, ma non tutte sono essenziali L- Devo vivere nell'essenziale? S- Vivere nell'essenziale è utile perché ti mostra la tua vera natura, una volta che la avrai appresa, quando ti arriveranno anche le cose non essenziali allora finalmente le guarderai per ciò che sono, ovvero non essenziali. Ne coglierai la differenza. Osserva in cosa sei andato in collera recentemente e capirai che sono state cose non essenziali a distoglierti dalla felicità. Ecco cosa devi imparare ancora; l'essenziale ce l'hai già ma non ne godi, non lo ami, non lo vedi, non ne sei felice, perché? Per farti capire quanto è importante l'essenziale che già hai, dovrò toglierti tutto il superfluo. Così faccio solitamente. Vuoi questo? L- No, non voglio questo, io voglio imparare a godere dell'essenziale che già ho senza per forza dover soffrire per capirlo. Come si accende la fiamma della gioia verso le piccole cose? Come si fa? S- Guardale! Guardale con attenzione, posa la tua attenzione su di esse e rimani li a guardarle come se fossi davanti ad un quadro di Giorgio Morandi; pochi semplici tratti, pochi colori, esplodono di mistero e di incredulità! Senti l'impossibilità della loro perfezione stupefacente, incredibile dono quotidiano. Il respiro che nasce da solo, il battito vitale del tuo cuore quasi inascoltato, il cibo, la casa, la salute. Cosa cerchi di altro? Prima di avere altro devi amare ciò che hai, ciò che non ami te lo toglierò. Ama ciò che hai con tutto te stesso, Ama ciò che sei. Parti dalle cose base, essenziali, inizia il cammino del "dare amore" a ciò che hai vicino ed è piccolo, e poi, solo dopo espandi il tuo amore anche al resto. Solo ciò che ami rimarrà con te e preparerà lo spazio per altro. Metti attenzione, amore, ascolto in ciò che sei e che hai ora. Il resto arriverà quando avrai amore in abbondanza anche per altro. L- Dimmi ancora come si fa ad amare ciò che si ha S- Osservandolo con attenzione si mostrerà nella sua meraviglia e naturalmente lo amerai, dedicagli il tuo tempo, la tua presenza, il tuo sguardo attento. Di Luca Bacchi Ascolta...
ogni mattino appena apri gli occhi, anzi, prima ancora di aprirli ha inizio la creazione. Apri il cuore in quel momento e non ostacolare nulla di ciò che sgorga da Dio. Sii in uno stato meditativo non attaccato ad alcun oggetto perfettamente puro, neutro aperto, libero così la creazione emergerà perfetta. Ciò che pronuncerà Dio dentro di te verrà all'esistenza senza distorsioni attraversandoti diverrà la tua realtà di oggi, il volere di Dio per te che si realizza intatto nel mondo. Di Luca Bacchi Osserva tutto il tuo passato, in particolare gli episodi di “guerra”. Uso il termine “guerra” per indicare le situazioni che ti hanno segnato con la sofferenza, infatti la storia, come tu ben sai, quella raccontata sui libri, non è altro che un lungo elenco di fatti dolorosi e di sofferenza. Fai lo stesso anche tu, compila un elenco dei fatti dolorosi della tua vita, delle tue personali guerre insomma e poi osservali dal punto di vista di oggi. Stai attento a non ricadere nei sentimenti di allora, rimani qui e osserva la tua storia con occhi prima distaccati poi amorevoli.
Quando avrai visto questi episodi nella loro purezza, neutri, privi dei tuoi colori emotivi e giudicanti, allora vedrai che essi non sono altro che atti di amore, moti di amore, manifestazioni dell’amore di Dio. Ricopri tutto con il mantello dell’amore, abbraccia tutto con l’amore. Ama ogni secondo della tua storia, tutta. Perché in verità sempre e solo di amore si è trattato, sempre e solo di amore. Lo vedi l’amore che c’è sotto? Lo percepisci? Lo senti? Appena senti l’accenno della sofferenza, dai energia all'amore, sintonizzati con l’amore che c'è sicuramente dentro alla situazione che stai vivendo. Agganciati a quell'amore. L’amore non viene da fuori, ma è dentro alle cose, ne è l’essenza. Devi solo lasciarlo emergere, creare le condizioni affinché si riveli. Di Luca Bacchi S- Non giudicare nessuno
Non temere nulla L’essenza di tutte le cose è l’amore Se l’amore non vedi é perché stai giudicando è perché hai paura Appena percepisci paura Appena percepisci il tuo giudizio Fermati, respira Osserva te stesso piccolo impaurito Osserva te stesso piccolo giudicante Sciogli quella paura in un abbraccio sciogli quel giudizio tra le tue braccia. Diventa Padre e Madre di te stesso piccolo e sostituisci tutto con l’amore. Quando le nebbie del piccolo IO saranno dissolte da un abbraccio rimarrà soltanto amore Riconduci tutto all’amore Come un trasformatore dalla paura all’amore dal giudizio all’amore Non giudicare nessuno, non temere nulla Se l’amore non lo vedi è perché è coperto dai tuoi giudizi e dalle tue paure Il vivere vero e reale è l’amore La vita vera è l’amore Se cerchi la verità allora troverai l’amore che in ogni cosa Tutto è perfetto perché è amore amore di Dio manifestato nella continua creazione Non ha senso avere paura Non ha senso giudicare Se non vedi l’amore è perché sei collocato sulla tua superficie emotiva, rancorosa, vendicativa sei collocato nel tuo bambino ferito che crea mondi e vive mondi separati e irreali. Congeda quel bambino, ringrazialo, amalo per l’insegnamento che ti ha dato, per l’amore che a modo suo ti ha dimostrato e accetta la tua nuova dimensione adulta di un IO più grande, più vero, più unito a Me. L- La realtà separata è frutto delle inesperienza del passato; fatti che appaiono dolorosi e ostili che io ho generato quando ero lacerato lontano da Te. Ho creato ogni dolore perché ero lontano dalla fonte, ero staccato da Te e agivo sterile, copiavo cose del mondo, agivo senza anima e così altri mondi senza anima ho costruito, mondi che ancora adesso mi appaiono. Ancora adesso mi vengono incontro e digrignano i denti urlando battaglia. S- Guardali questi tuoi figli perduti come sono arrabbiati, come sono smarriti, come sono impauriti ora puoi guardarli dall’alto della tua nuova età e spegnere il loro furore con un abbraccio. Ti urlano incontro non vedere solo le loro grida ma osserva il loro moto, la loro direzione vengono infatti verso di te desiderio di amore camuffato. Abbracciali dalla tua grandezza di padre di te stesso, di padre di ciò che hai generato abbracciali e festeggia con loro in cuor tuo. L’amore quante forme ha? infinite da confondere |
Categorie
Tutti
ArchiVIO
Febbraio 2026
|
