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Quasi 20 anni fa mentre percorrevo la Via degli Dei per la seconda (e non ultima) volta, il sentiero lungo 130Km che collega Bologna a Firenze attraverso l'Appennino, presso il monastero di monte Senario incontrai un sacerdote. Quando gli dissi che venivo a piedi da solo da Bologna mi rivolse questa frase: "Tu sei un pellegrino in cerca dell'assoluto". All'epoca la Via degli Dei la conoscevano in pochi, non c'era quel turismo di massa che c'è oggi, erano in pochi a percorrerla e praticamente nessuno lo faceva in solitaria. Così il sacerdote fu colpito dal mio vagare solitario e comprese la motivazione originaria che mi aveva spinto in quell'avventura. La ricerca dell'assoluto. Per lui sicuramente l'assoluto aveva il nome di Dio ma per discrezione scelse la parola "assoluto". Oggi mi è tornata alla mente quella frase e come un lampo ho compreso che quel sacerdote aveva proprio ragione, senza conoscermi aveva capito cosa mi stava guidando e cosa mi avrebbe guidato negli anni successivi fino ad ora: la ricerca di Dio. La parola "assoluto" etimologicamente significa "ciò che non è legato" , "ciò che è libero" , "ciò che è prosciolto da vincoli". La ricerca dell'Assoluto, la ricerca di Dio è la ricerca della Libertà. La ricerca della dimensione eterna dove i limiti di tempo e spazio non esistono. L'Assoluto col tempo poi l'ho incontrato, mi ha sfiorato, mi ha ispirato, si è fatto prossimo in vari modi ma soprattutto in precisi luoghi. I luoghi che io definisco "luoghi dell'assoluto". Assoluto è anche sinonimo di silenzio, perché l'assenza di limiti è sinonimo di assenza di confini, di assenza di fine, di non de-finizione, di assenza di nome. L'assoluto è nel silenzio, non ha nome, non ha de-finizione, è indefinito. I luoghi dell'assoluto sono quindi i luoghi del silenzio e ora che mi guardo alle spalle confermo che è proprio così. Laddove il silenzio si manifesta ecco che l'assoluto inizia a parlare. Sono qui a scrivere dopo aver trascorso altri giorni in un luogo del silenzio a contatto con l'assoluto, un luogo sacro che insieme a tutti gli altri luoghi dell'assoluto che ho abitato, compone una costellazione ormai molto ampia. Osservo ora la costellazione dei luoghi dell'assoluto che ho abitato e solo ora mi accorgo di quanto fu profetica e precisa quella frase del sacerdote di Monte Senario. E solo ora che ho compreso, posso ringraziarlo.
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Febbraio 2026
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